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Signifer
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Nell'mwbaEsercito Romano, mwbqSignifer (detto, in italiano, mwbgsignifero o mwbwvessillifero) era il nome con cui genericamente si indicavano i portatori di insegne (mwcasigna). Queste erano costituite, in genere, da oggetti metallici che riproducevano vari simboli magici, religiosi, o onorifici, montati su aste che venivano alzate e tenute in mano dai portatori di insegna in modo che fossero ben visibili. Il mwcqSignifer faceva parte di quel ristretto gruppo di Sottufficiali chiamati mwcgmwcwPrincipales.

Contents

Ruolo
Note

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Ruolo

Il loro ruolo era estremamente importante durante le battaglie, poiché costituivano un punto di riferimento visibile per i semplici soldati, dietro il quale la mweacenturia trovava la sua unità e lo slancio per condurre l'attacco. Il mweqsignifer, per l'importante ruolo che ricopriva, costituiva però anche per il nemico un significato importante; era infatti un bersaglio assai ambito, visto che al termine delle battaglie si contavano i mwegsigna sottratti alle mwewarmate romane. Vi è da aggiungere che Cesare sceglieva solitamente tra i mwfasigniferi i migliori uomini di truppa, per abilità nel combattimento, carisma e forza fisica, chiamati mwfqmwfgantesignani,cite-ref-1[1] proprio perché si ponevano di fronte al nemico a protezione delle insegne (mwgwante-mwhasigna). In seguito tale termine ebbe il significato di "mwhqsoldato scelto", destinato a combattere in prima fila, a fianco del proprio mwhgcenturione.

mwiaPolibio scrive che al tempo della mwiqseconda guerra punica vi erano due mwigsigniferi per ciascun manipolo, scelti dal mwiwmwjacenturio prior. Dovevano pertanto essere forti e valorosi.cite-ref-2[2]

Facevano inoltre parte di quella categoria di soldati chiamati mwkgmwkwimmunes, ossia esentati dal dover svolgere certi servizi o compiti di "routine", spesso "pesanti".cite-ref-cascarino78-79-3-0[3] Avevano anche una funzione amministrativa all'interno dell'organizzazione militare romana, in epoca imperiale a partire da mwmaAugusto. A loro era, infatti, affidato lmwmq'mwmgmwmwaerarium militare nei mwnaforti mwnqausiliari permanenti (mwngmwnwcastra stativa).cite-ref-4[4]

Per via dell'importanza che l'insegna aveva all'interno dell'unità militare, sia per ragioni tattiche che simboliche (la perdita dell'mwpqaquila era un gravissimo disonore che poteva portare allo scioglimento di una legione), il mwpgsignifer era un soldato scelto di comprovato valore e coraggio che veniva di solito schierato nelle primissime file con il compito di "resistere" alla posizione assegnata più fermamente di tutti.

Tipologia insegne e signifer

Le insegne potevano essere di molti tipi e la più comune era quella che semplicemente identificava l'unità base che poteva essere la mwqgcoorte, il mwqwmanipolo o addirittura la mwracenturia. Il tipo di insegna certamente più celebre è l'aquila, di solito una per mwrqlegione. Il mwrgsignifer, che la portava con grande onore essendo questa una delle insegne sacre, veniva identificato con il titolo di mwrwmwsaAquilifer.

Altri tipi di mwsgsignifer sono l΄mwswmwtaImaginifer che portava l΄mwtqimago, ossia l'immagine dell'imperatore, o il mwtgmwtwVexillifer che portava il mwuamwuqVexillum che era un'insegna di cui non si conosce esattamente la funzione, e si pensa potesse rappresentare, in epoca imperiale e tardo-imperiale, distaccamenti chiamati mwugmwuwVexillationes, oppure costituire simboli magici come quello della dea mwvamwvqNike. Come per la maggior parte dei ruoli chiave dell'organizzazione militare romana, sono attestati portainsegne anche per le mwvgunità ausiliarie sebbene di minore importanza.

Uniforme

Dal punto di vista uniformologico sembrerebbe che il Signifer sia una delle pochissime unità romane ad avere due ben precisi elementi che lo contraddistinguevano: il mwxgmwxwparma o mwyamwyqparmula, un piccolo scudo rotondo, e una pelle di animale che lo copriva dal capo in presenza o meno di un elmo. Non è chiaro da dove nacque questa tradizione, ma di certo questa usanza permetteva ai Signiferi di avere un aspetto impressionante.

Non è nemmeno chiaro se vi fossero regole sul tipo di animale da usare; stando alle raffigurazioni sembra che fossero usati animali come mwywleoni, mwzaleopardi, mwzqorsi e mwzglupi dei luoghi dove i romani erano presenti. Per esempio sembrano numerose le raffigurazioni di Signifer mwzwPretoriani coperti con pelli di leoni, mentre per i Legionari sembrano più comuni pellicce di lupi ed orsi, ma senza una logica apparente.

Note

cite-note-11. Cesare, mwbgDe bello Civile, I, 43-44.
cite-note-22. mwcgmwcwPolibio,mwda VI, 24.6.
cite-note-cascarino78-79-33. G.Cascarino, mweaL'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II - mweqDa Augusto ai Severi, Rimini 2008, pp.78-79.
cite-note-44. mwfqVegezio, mwfgmwfwEpitoma rei militaris, II, 20.

Bibliografia

Fonti primarie

• mwhgVegezio, mwhwmwiaEpitoma rei militaris, II.

Fonti storiografiche moderne

• G.Cascarino, mwjgL'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II - mwjwDa Augusto ai Severi, Rimini 2008.

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• mwmahttp://www.cisalpina.net
• mwmghttp://www.romanhideout.com